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 Il profumo dell’erba tagliata
( L. de Paoli )


Dolci penombre, stalattiti d’argento
con fare lento si sciolgono
osservo l’orizzonte
l’azzurra lontananza del mare
e per me un portafortuna
che terro’ vicino
mi salvera’ dai fulmini che avanzano
sinuosi, silenziosi e minacciosi
annuso l’aria intorno, ormai e’ giorno

e sento il profumo dell’erba tagliata
un profumo antico di vita passata
respiro profondo e mi rotolo a sole
inseguo farfalle, mi nutro di aurore
poi l’alba che arriva mi sveglia dal sonno
intreccio ghirlande, mi sporco nel fango
le foglie cadenti mi coprono il viso
io timido fiore accenno un sorriso
e la natura mi chiama

spargo briciole di pane lungo il sentiero
per non perdere il cammino
raccolgo le ninfee che danzano
nell’acqua di palude che ristagna
limacciosa e viscida
e’ come seta la rugiada
che disseta gli alberi
e per me quel portafortuna
che terro’ sul cuore
mi proteggera’ dai lupi neri
che ringhiano feroci
ma se respiro l’aria intorno e’ ancora giorno
e la natura mi chiama

- rit. -
la mia natura mi chiama
la mia natura mi vuole

sento un rumore di passi felpati, furtivi
senti il fruscio dei rami
occhi selvaggi mi puntano
e sono preda  -  io sono preda

- rit. -